La cognizione del dolore

Il tema di concorso affronta uno dei campi della vicenda umana più difficile e delicato. Parlare di questo, e costruire spazi aperti ed edifici dedicati alla morte nella sua complessità e realtà obbliga a una riflessione generale riguardo il ruolo dell’architetto e dell’architettura contemporanea. Di fronte alla morte l’architettura si confronta con il tema del limite. Qui, la costruzione di spazi finiti, identificabili e disegnati, si fa materia di riflessione e ogni pensiero umano ne travalica il senso. Le pietre e le costruzioni umane restano più a lungo degli uomini. Nella Cittadella trovano spazio funzioni differenti: un obitorio e uno spazio di preghiera, un luogo di commiato e incontro tra morti e vivi, aree per la preparazione del rito e l’avvio verso il cimitero. Per queste ragioni, in questo contesto, la nostra proposta diventa una riflessione sul tema del rispetto, del silenzio e dell’efficienza funzionale. Il fatto architettonico dovrebbe svolgere le proprie funzioni con rispetto, nei limiti che gli sono propri, e, insieme, costruire uno spazio di calma e di silenzio in grado di permettere la piena riflessione di fronte alla morte e al dolore. Tradizione La memoria del luogo è la materia del progetto, che, attraverso scelte in grado di dialogare con la materia costruita esistente, ambisce a trasformare il passato conferendogli nuova vita e utilità; affermando chiaramente, così, la forza della tradizione alla base di ogni atto culturale. L’area di progetto è caratterizzata dalla matericità di muri e facciate, dalla forte presenza di un recinto murario costituito dall’edificio a Sud Est e dall’antico pozzo: queste presenze saranno la struttura della nuova Cittadella del Commiato di Ferrara.

Il vuoto

L’ampliamento volumetrico richiesto ha come obiettivo la valorizzazione del carattere di spazio aperto, idealmente sacro e protetto, all’interno del recinto. Questa strategia pone al centro del progetto lo spazio vuoto e non l’elemento costruito. La scelta è supportata in particolare dal tema di concorso: la volontà da parte dell’amministrazione di costruire una Cittadella, in cui la qualità della vita e la sostenibilità ambientale, identificata anche dalla forte riduzione dell’impatto automobilistico, sono le caratteristiche principali. Il vuoto racchiuso all’interno del recinto diventa, così, un giardino aperto al pubblico e pronto per accogliere funzioni tra le più delicate della vicenda umana. Il recinto è in grado di proteggere ciò che custodisce e, contemporaneamente, grazie a puntuali aperture permette la continuità visiva con il grande contesto storico in cui sono immerse. Il sistema monumentale delle mura estensi diventa la scena fissa della vita che