Isolato urbano

Il progetto per il nuovo atrio e spazi esterni della Sede Inarcassa di Roma, investe parte di un complesso di tre edifici, di cui due (palazzina A e B) sono stati costruiti nel 1965 e uno (palazzetto non oggetto di intervento) costruito nel settecento. L‘insieme di edifici costituisce un isolato urbano che occupa un terreno di circa 2496 mq. La nostra proposta progettuale mira a rafforzare il principio di isolato urbano con la caratterizzazione e organizzazione del vuoto che separa oggi gli edifici. Il parcheggio attualmente esistente nel cortile interno lascerà il posto ad un giardino costruito per isole, e il pavimento esistente verrà sostituito con una superficie monomaterica che rivestirà il vuoto nella sua interezza. Lo spazio vuoto dedicato attualmente a parcheggio è inteso nel progetto come parte fondamentale della sede di Inarcassa a Roma. Questo spazio, attraversato quotidianamente dai dipendenti, dai visitatori e dagli associati, è necessario che sia vissuto dagli stessi anche come luogo di incontro, attesa, dialogo e confronto. Lo spazio esterno è il vero punto di accoglienza della sede, essendo quello che si affaccia più direttamente sulla strada. Il giardino non dovrà essere chiuso con cancelli fissi, ma, durante le ore del giorno, dovrebbe essere un luogo aperto alla città, sorvegliato e sicuro: il luogo privilegiato dell‘incontro tra Inarcassa e i cittadini. Dal punto di vista funzionale è importante che un unico ingresso centralizzato smisti i flussi di visitatori che accedono alla sede Inarcassa. Tale ingresso, crediamo, non dovrebbe avvenire con in modo drastico, ma, per agevolare i visitatori e contribuire a costruire uno spazio di accoglienza significativo, dovrebbe essere la naturale prosecuzione del giardino esterno, sia dal punto di vista materico sia dal punto di vista della semplicità e riconoscibilità dei percorsi. Tali ragioni ci spingono a considerare la ristrutturazione come possibilità di intervenire puntualmente sull‘involucro dell‘edificio, se necessario. La nostra proposta sostituisce le chiusure verticali della palazziana B che riguardano lo spazio di intervento, con delle pareti vetrate a doppio strato, con l‘obiettivo di fornire la massima luminosità interna e la massima continuità visiva e spaziale tra interno ed esterno. La necessità di intervenire puntualmente dove serve, oltre ad avere un risvolto preciso dal punto di vista economico, concentrando le risorse lì dove c‘è realmente bisogno, contribuisce in questo caso a rendere architettonicamente chiaro il nuovo accesso, permettendo il massimo di continuità tra lo spazio aperto e l‘interno. Il giardino interno del nuovo isolato urbano, ha in questo modo, un ingresso della scala opportuna per diventare il principale ingresso interno dell‘isolato.

Organizzazione funzionale

Il nuovo ingresso è definito da un nuovo curtain wall che sostituisce le due aperture esistenti e indentifica con chiarezza il punto di accesso dell‘intero isolato. I percorsi sono evidenziati in modo chiaro e il collegamento tra i due edifici avviene tramite un percorso segnalato e individutato dalla copertura del passaggio per dipendenti del piano primo. La coincidenza tra i due percorsi permette di sviluppare al piano terreno un percorso coperto che collega la palazzina A e la palazzina B, senza interferire con le vie di fuga dell‘ufficio postale. Collegamento interno tra i due edifici Per i dipendenti abbiamo sviluppato un percorso coperto al piano primo che prolunga gli spazi di distribuzione. Tale collegamento ha uno spessore rilevante, di circa 7 metri, perchè pensato per poter contenere le aree ristoro dei dipendenti e una zona living e informale. Il nuovo atrio ha un volume semplice, ad aula o galleria. Lo spazio dedicato,per programma, ad ingresso e spazio di attesa costituisce un unico spazio regolare di forma rettangolare. Questo vuoto organizza sul suo perimetro il resto delle funzioni necessarie richieste dal bando: unico elemento presente nel vuoto è il bancone reception di forma irregolare e di color rosso, il resto è spazio bianco, luminoso e astratto. I corpi illuminanti scelti danzano nello spazio vuoto garantendo il massimo di comfort con una luce uniforme in ogni parte. Il principio insediativo che regola il tutto è definibile in un semplice gesto, i muri perimetrali si ispessiscono fino a contenere funzionalmente tutto quello richiesto dal programma, sia dal punto di vista dei servisi che delle infrastrutture, il resto dello spazio è libero e aperto verso l‘esterno, diventando il vero spazio rappresentativo della nuova sede di Inarcassa richiesto dal bando. Gli spazi adibiti a ufficio sono stati compattati lungo la parete perimetrale finestrata, per sfruttare al meglio le fonti di illuminazione naturale e la gestione interna delle reti di servizio e infrastrutture. I servizi igienici vengono confermati nella posizione esistente, ma ristrutturati e ampliati. Gli spazi di attesa e la rampa vengono compattati nella parte pilastrata verso le scale. Lo spazio libero rimasto diventa l‘elemento rappresentativo d‘ingresso, permettendo una fruizione libera dello spazio, un‘ampia visibilità e trasparenza, e una chiara dislocazione delle funzioni. Questo si traduce in semplicità d‘uso da parte degli utenti, che, una volta superati i tornetti, verranno smistati dal personale addetto alla reception, o verso la scala della palazzina B o verso, attraverso il passaggio coperto, la palazzina A.